World Accreditation Day 2019

Domenica 9 Giugno 2019 si celebra la Giornata Mondiale dell’Accreditamento (#WAD2019 – World Accreditation Day 2019), l’iniziativa di IAF (International Accreditation Forum) e ILAC (International Laboratory Accreditation Cooperation) per promuovere a livello globale il valore delle attività di valutazione della conformità svolte in regime di accreditamento.

Il tema del World Accreditation Day di quest’anno è focalizzato sul valore dell’accreditamento quale strumento per una Supply Chain di Qualità, attraverso la garanzia delle prove, delle ispezioni e delle certificazioni accreditate, che aiutano nella selezione dei fornitori sul mercato globale.

Per una panoramica internazionale sul ruolo dell’accreditamento a supporto della Pubblica Amministrazione è possibile visitare il sito: http://www.publicsectorassurance.org/

Alcuni casi di studio del settore privato, le ricerche e le esperienze applicative sull’uso delle valutazioni di conformità da parte delle imprese sono disponibili sul sito: http://business-benefits.org/

I siti nascono dalla collaborazione di IAF e ILAC, insieme agli Enti mondiali di normazione ISO (International Organization for Standardization) e IEC (International Electrotechnical Commission) con il supporto dell’Associazione internazionale degli Organismi di Certificazione IIOC (Independent International Organisation for Certification).

Di seguito il video di presentazione del WAD 2019:

In allegato sono disponibili la brochure del World Accreditation Day 2019 e la dichiarazione congiunta rilasciata dai presidenti di IAF e ILAC, che riportano alcuni esempi sul modo in cui vengono utilizzati i test, le ispezioni e le certificazioni accreditate per un mondo più sicuro.

Per maggiori informazioni:  ILAC  –  IAF

WAD 2019 Brochure

WAD 2019 Joint Statement

METROLOGIA LEGALE: PUBBLICATO L’ELENCO DEGLI ORGANISMI AUTORIZZATI AD EFFETTUARE IN PROROGA LE VERIFICAZIONI PERIODICHE

Il servizio di metrologia legale di Unioncamere ha pubblicato l’elenco degli Organismi autorizzati ad effettuare in proroga le verificazioni periodiche degli strumenti di misura con funzione di misura legale ai sensi del DM 93/2017, in linea con quanto previsto dal Decreto “Crescita”.

Si tratta degli Organismi che alla data del 18 marzo 2019 avevano accettato formalmente l’offerta economica di accreditamento di Accredia, e quindi risultano abilitati a operare in regime di proroga, fino al 30 giugno 2020, per effettuare le verificazioni periodiche, come previsto dall’art. 42 del nuovo Decreto “Crescita”, DL 34/2019.

L’art. 42 del Decreto “Crescita”, che ha aggiornato la tempistica prevista dal DM 93/2017 all’art. 18), prevede inoltre che gli organismi che non hanno ancora inoltrato domanda di accreditamento entro il 18 marzo 2019, possano continuare a operare fino al 30 giugno 2020 solo a decorrere dalla data della domanda, da presentare entro il 30 settembre 2019, e previa attivazione dell’iter di accreditamento.

Secondo quanto stabilito dal DM 93/2017, la verificazione periodica degli strumenti di misura con funzione di misura legale deve infatti essere eseguita da Organismi e Laboratori in possesso di accreditamento secondo le norme ISO/IEC 17020, ISO/IEC 17025 o ISO/IEC 17065, come specificate nell’allegato I del Decreto stesso. Organismi e Laboratori che eseguono la verificazione periodica devono  esibire l’accreditamento Accredia per poter presentare a Unioncamere la Scia (Segnalazione certificata inizio attività) ed essere quindi inseriti nell’apposito Elenco dei soggetti autorizzati a effettuare i controlli metrologici.

L’elenco dei soggetti in proroga ex art. 42 del DL 34/2019, disponibile in allegato, è diviso in due sezioni per agevolarne la consultazione, nella prima parte gli organismi sono elencati in ordine alfabetico, nella seconda sono elencati per provincia.

Per le modalità di formazione dell’elenco si consulti l’avviso alla seguente pagina:

http://www.metrologialegale.unioncamere.it/news.php?id_news=70

Per le caratteristiche degli strumenti su cui tali organismi possono svolgere le attività e per i riferimenti degli stessi si rinvia all’elenco storico dei Laboratori abilitati al seguente link:

http://www.metrologialegale.unioncamere.it/content.php?p=10.1

Elenco dei soggetti in proroga ex art. 42 del DL 34 2019 – agg. 21.05.2019

La ricostruzione del libretto di immatricolazione dell’ascensore: Verifiche periodiche e straordinarie

Il libretto di immatricolazione dell’ascensore, rilasciato dall’installatore ai sensi del DPR 162/99, è il documento riportante, tra l’altro, le principali caratteristiche dell’impianto.

In occasione delle verifiche periodiche o straordinarie sugli ascensori, eseguite dall’ASL o dall’ARPA competente per territorio oppure da un Organismo di certificazione autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico e notificato alla Commissione Europea, spesso capita che il libretto di immatricolazione dell’impianto non sia disponibile. In molti casi, non si può neanche risalire al libretto originale emesso all’atto della prima messa in servizio dell’ascensore.

L’assenza del libretto di immatricolazione originale è una grave mancanza che non permette di conoscere le caratteristiche o di avere evidenza immediata del corretto stato di esercizio dell’impianto. Si tratta di informazioni che diventano fondamentali per l’esecuzione delle verifiche periodiche e straordinarie.

Come procedere in questi casi? Si può effettuare la ricostruzione del libretto dell’ascensore? È possibile eseguire la verifica anche in assenza del libretto?

ALPI Associazione vuole far chiarezza su questi temi con il prezioso contributo del Gruppo Specialistico Ascensori ALPI, coordinato dell’Ing. Luigi Clementi, che riunisce i principali esperti degli Organismi Notificati che effettuano le verifiche periodiche o straordinarie sugli ascensori.

In base all’art. 2 del DPR 1767/51, ogni ascensore o montacarichi in esercizio deve obbligatoriamente essere accompagnato da un “libretto di immatricolazione”, redatto in base al modello allegato alla suddetta norma, contenente tutti i dati tecnici dell’impianto e la licenza di esercizio.

Il libretto è dunque il documento il cui possesso sancisce la regolarità e la legalità dell’impianto.

In caso di smarrimento del “libretto di immatricolazione”, il proprietario o legale rappresentante potrà richiederne il duplicato (copia conforme) all’Ente Competente, che varierà in base all’epoca di costruzione dell’ascensore.

In particolare:

  • per gli ascensori collaudati dall’ENPI, installati non oltre il 1982, la copia conforme dovrà essere richiesta alla ASL/ARPA territorialmente competente.
  • per gli ascensori collaudati dall’ISPESL, installati dopo il 1982 e fino al luglio 1999, la copia conforme dovrà essere richiesta all’apposito ufficio dell’INAIL territorialmente competente. Su tali copie non sarà compilata la sezione relativa alla Licenza di Esercizio dell’impianto (in quanto di competenza del Comune) la cui conferma andrà richiesta presso l’ufficio Ascensori del Comune.
  • gli ascensori collaudati dopo il 1999 secondo la direttiva 95/16/CE, non sono oggetto dell’argomento che riguarda la ricostruzione del libretto.

Nel caso in cui la copia conforme non possa essere rilasciata dall’Ente Competente in quanto è stato smarrito anche il libretto originale dagli archivi pubblici, ma comunque dagli stessi Enti si abbia conferma della corretta Licenza di Esercizio, si può procedere alla ricostruzione del libretto di immatricolazione.

La procedura di ricostruzione del libretto di immatricolazione

Occorre sottolineare che la seguente procedura può essere applicata “solo” per ascensori antecedenti alla direttiva 95/16/CE, correttamente collaudati e messi in esercizio all’epoca dell’installazione, per i quali sia stato smarrito il libretto originale e non sia disponibile il duplicato.

Il proprietario/legale rappresentante dovrà incaricare una ditta di manutenzione ascensori per la ricostruzione del libretto, la quale provvederà attraverso suo personale qualificato (perito industriale o ingegnere) o attraverso l’incarico ad un professionista che firmi il documento, ad effettuare i rilievi/calcoli necessari ed a compilare il nuovo libretto.

Successivamente il proprietario/legale rappresentante dovrà presentare richiesta di incarico all’Organismo Notificato per l’esecuzione della “Verifica Straordinaria per Validazione del Libretto di immatricolazione ricostruito allegando copia del Libretto d’immatricolazione ricostruito redatto dalla ditta di manutenzione.

Il Libretto d’immatricolazione ricostruito dovrà contenere:

  • la data iniziale di Collaudo o comunque la data più prossima possibile al fine di determinare quali regole tecniche erano in vigore all’atto della progettazione e realizzazione dell’ascensore;
  • tutte le caratteristiche tecniche dell’ascensore;
  • la documentazione tecnica coerente con lo stato attuale dell’impianto.

La documentazione tecnica redatta dalla ditta di manutenzione dovrà contenere indicazioni tecniche, calcoli, schemi elettrici e idraulici, il tutto teso a confermare che quanto allo stato attuale compone l’ascensore permette di garantire il rispetto delle regole tecniche almeno vigenti all’atto della messa in servizio dell’ascensore, alla luce di eventuali interventi straordinari dovuti a sostituzione di parti importanti dell’ascensore.

L’Organismo Notificato una volta verificata la documentazione presentata procederà all’esecuzione di una Verifica Straordinaria finalizzata a verificare e confermare la congruenza dell’ascensore a quanto riportato nella documentazione tecnica presentata dalla ditta di manutenzione e nel Libretto di immatricolazione ricostruito.

 

WORKSHOP E TAVOLA ROTONDA CON I LABORATORI DI PROVA E TARATURA (con la partecipazione di Accredia)

Giovedì 27 Giugno 2019 a Bologna, dalle ore 9.30 alle ore 13.00, presso lo Zanhotel Europa – Via Cesare Boldrini, 11, ALPI organizza una giornata di confronto e di condivisione di esperienze con i Laboratori di Prova e Taratura.

La giornata è strutturata in una prima sessione, con la partecipazione della Dott.ssa Giulia Suriani – Funzionario Tecnico del Dipartimento Laboratori di Taratura ACCREDIA, dedicata al ruolo dei materiali di riferimento certificati (Certified Reference Materials – CRM) a valle dei recenti aggiornativi normativi: la pubblicazione della nuova norma ISO/IEC 17034:2017, la revisione della ISO Guide 35:2017 e la nuova edizione della norma ISO/IEC 17025:2018.

Particolare attenzione sarà dedicata alla riferibilità metrologica ed al rilascio dei certificati di materiali di riferimento che vengono utilizzati non solo da altri Laboratori di Prova e Taratura o dagli Organismi di Certificazione e Ispezione, ma anche dall’utente finale – sia esso un’industria o un singolo cittadino – per avere la sicurezza che l’apparecchiatura di cui si dispone abbia un errore adeguato rispetto all’utilizzo cui è destinata.

La seconda sessione sarà caratterizzata da una Tavola Rotonda in cui i tutti i Laboratori potranno confrontarsi sulle tematiche all’ordine del giorno, con il coordinamento del Dott. Luca Boniardi – Vice Presidente ALPI e membro del TCQA (Technical Committee for Quality Assurance in Testing and Calibration) di EUROLAB aisbl – Federazione Europea delle Associazioni nazionali dei Laboratori di Misura, Prova ed Analisi.

Per i Responsabili ed i Tecnici dei Laboratori di Prova e Taratura si conferma infatti la necessità di occasioni di confronto su tematiche che hanno un forte impatto sulla qualità, sulle procedure e sulle modalità di gestione.

Le tematiche indicate nel programma, disponibile in allegato, potranno essere oggetto di ulteriore confronto in ambito europeo nei gruppi di lavoro di EUROLAB aisbl, cui partecipano i delegati ALPI per portare l’opinione dei laboratori italiani nei contesti istituzionali in cui vengono prese decisioni che hanno un diretto impatto sulla loro attività.

Si prega di confermare la propria partecipazione scrivendo a info@alpiassociazione.it

PROGRAMMA – WORKSHOP E TAVOLA ROTONDA CON I LABORATORI – BOLOGNA, 27.06.2019

RISK ANALYSIS E SOLUZIONI ASSICURATIVE: La gestione del rischio affrontata con un approccio multisettoriale a tutela delle imprese TIC

Si è svolto a Bologna, Martedì 21 Maggio 2019, il Convegno “RISK ANALYSIS E SOLUZIONI ASSICURATIVE – LA GESTIONE DEL RISCHIO IN AMBITO TIC” promosso da ALPI Associazione, con il patrocinio di Accredia, Confindustria Emilia e Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, che ha chiamato a raccolta Laboratori ed Organismi di Certificazione da tutta Italia, per approfondire, assieme a giuristi, esperti assicurativi e risk managers, il tema del “rischio d’impresa” e delle possibili tutele nei casi di procedimenti legali, penali o risarcitori, che un’impresa del settore TIC può trovarsi a dover affrontare.

Un malaugurato incidente, un errore analitico, un evento imprevisto possono mettere a rischio la nostra impresa. Per contenere questo rischio facciamo ricorso alle polizze assicurative, partendo dal presupposto che il Laboratorio/Organismo che esercita la propria attività professionale, è obbligato, in base al decreto legge n° 138/2011, a stipulare una polizza RC professionale che lo tuteli in tutto e per tutto da qualsivoglia rischio in caso di errori o lesioni cagionate a terzi.

Tuttavia, il dialogo tra le imprese operanti in ambito TIC e il mondo assicurativo non è semplice. Per molte compagnie assicurative si tratta di rischi non compresi completamente, tanto che in base ai dati dell’analisi effettuata prima dell’avvento di ACCREDIA molte Organizzazioni del settore TIC erano equiparate a imprese artigiane quindi assicurate con polizze non idonee.

L’Avv. Paola Raffone, esperta in materia assicurativa TIC, ha evidenziato l’importanza dell’effettuazione di valutazioni approfondite circa le necessità assicurative della singola azienda, che riguardano sia l’attività svolta dalla stessa che le ipotesi di subappalti o sub-affidamenti presso partner terzi. Dopo aver illustrato le tipologie assicurative base in un Organizzazione del settore TIC e le coperture indispensabili, si è soffermata sull’esigenza di calibrare le coperture assicurative in base alle specificità aziendali, ai tipi di soggetti che possono essere potenzialmente coinvolti e ai danni che possono essere cagionati nell’esercizio dell’attività.

Tra i protagonisti dell’evento, 2 realtà assicurative ARAG e American Insurance Group | AIG Europe, e C.A. Broker Srl, rappresentata dal Sig. Angelo Nicolosi, i quali hanno messo bene in evidenza come le Compagnie di Assicurazione tendano ad evitare l’assunzione del rischio di responsabilità civile per errori professionali nel mondo Testing. Tuttavia, alla luce delle recenti novità normative, esiste un interesse da parte dei grandi player del mercato assicurativo che iniziano a dare delle risposte interessanti per le aziende coinvolte nel mondo del Testing, sia per quanto riguarda la copertura dei danni derivanti dalle responsabilità personali degli amministratori sia per la copertura delle spese legali inerenti procedimenti penali a carico di legali rappresentanti, responsabili tecnici e ispettori tecnici collaboratori esterni.

Tutte le aziende più strutturate e importanti hanno compreso la necessità di una nuova forma assicurativa che risulta – al contrario – non del tutto percepita dalle imprese medio piccole: la Responsabilità Civile degli Amministratori (D&O).

A tal proposito, il Dott. Marco Vantellino, American Insurance Group, ha ricordato le peculiarità del ruolo degli amministratori e il fatto che costoro sono, per legge e ovunque nel mondo, personalmente e solidalmente responsabili con il proprio patrimonio dei danni causati a terzi o alla società riguardo all’attività decisionale svolta per conto della stessa. L’azienda a causa del comportamento dei propri Amministratori e Dirigenti potrebbe avere responsabilità civili verso terzi.

La polizza tutela il patrimonio personale degli assicurati, tenendoli indenni da richieste di risarcimento avanzate nei loro confronti per danni patrimoniali subiti da terzi a causa di errori, omissioni e/o violazioni degli obblighi a loro imposti dalla legge. L’obbligo di una polizza di responsabilità civile professionale è una garanzia sia per il professionista che lavora, sia per il cliente che si rivolge al Laboratorio/Organismo. Il primo può lavorare con più serenità sapendo di avere una copertura in caso di errori, il secondo può contare sul risarcimento in caso di danno.

Nella ricostruzione della filiera si arriva facilmente a definire le responsabilità del Laboratorio/Organismo che ha testato/certificato quel prodotto rivelatosi poi difettoso o non conforme, con estensione anche agli operatori tecnici delle stesse logiche punitive.

L’Avv. Gabriele Bordoni, ha messo così in evidenza l’approccio in base al quale, partendo dall’esistenza di un danno, si presuppone che qualcuno ne deve rispondere. Ma la norma che prevede la presunzione di non colpevolezza – di cui all’art. 27 della nostra Carta Costituzionale, agli effetti penali, ha un ruolo fondamentale per stabilire quali regole il legislatore può definire e quali l’interprete può creare in applicazione di quel principio che tutela chi è chiamato a rispondere di un reato.

Inoltre, è andata via via affermandosi l’importanza delle c.d. linee guida nell’ambito dei giudizi per l’accertamento di responsabilità degli operatori ed è cresciuta l’attenzione della pratica forense nei confronti di tali strumenti (che storicamente rappresentato un punto di orientamento fondamentale per consulenti tecnici e periti nei giudizi civili e penali). Quindi, il legislatore ha espressamente attribuito un ruolo centrale alle linee guida sia nell’ambito dell’accertamento della responsabilità penale, sia di quella civile.

Indipendentemente da ciò che viene stabilito contrattualmente, è la valutazione continua dello stato delle procedure, dei metodi di analisi e dei dati prodotti dal laboratorio con l’obiettivo di ridurre al minimo tutte le circostanze, che potrebbero comportare difformità rispetto ai risultati da raggiungere.

Nell’ambito TIC, ma in particolare nel settore laboratoristico, si rende necessario consegnare parametri oggettivi ai quali riferirsi. Le linee guida condivise dall’industria, diventano così solidi punti di riferimento anche ai fini di un adeguato riconoscimento nelle sedi giudiziali.

L’intervento dell’Avv. Silvia Stefanelli ha avuto ad oggetto il contratto di assicurazione, con segnato riferimento all’esatta individuazione e delimitazione del rischio assicurato, nella specifica ipotesi di assicurazione contro i danni, ai fini dell’inquadramento delle fattispecie di operatività (e azionabilità) della polizza assicurativa stessa. In entrambe le tipologie di assicurazione ma, soprattutto nell’assicurazione contro i danni – l’elemento centrale è rappresentato dall’individuazione e delimitazione del rischio assicurato, ossia dell’astratta possibilità che l’evento dedotto in contratto si verifichi e, dunque, dia luogo all’obbligazione risarcitoria in capo all’assicuratore.

Quale elemento essenziale del contratto, il rischio deve, dunque, essere oggetto di attenta e puntuale determinazione, secondo criteri di ordine causale, spaziale e temporale.

Quali rischi e quali polizze? E soprattutto, come verificare l’effettiva congruità delle garanzie di polizza? Il Dott. Filippo Bonazzi, risk e insurance manager indipendente, ha sottolineato la necessità di impostare un programma assicurativo aziendale coerente con le effettive necessità di tutela. Tra queste si collocano sia la prevenzione, attraverso un’adeguata mappatura del rischio, sia l’assicurazione, per finanziare le eventuali perdite economiche conseguenti ad un danno. I rischi, infatti, sono numerosi, ma non sempre le soluzioni tecniche offerte dal mercato assicurativo garantiscono il pagamento integrale delle eventuali perdite economiche. È quindi indispensabile accertare preventivamente l’effettiva congruità delle garanzie della polizza da sottoscrivere, attivandosi, se necessario, per negoziarne un miglioramento senza trascurare l’equilibrio dei costi.

Le piccole realtà del settore sono quelle più esposte perché oltre alla necessità di soddisfare esigenze normate da Regolamenti e/o Leggi, hanno la necessità di valutare il rischio che il mercato chiede di affrontare per guardare con ottimismo al successo della propria Organizzazione.

Il dibattito e confronto conclusivo con i relatori, hanno infine consentito ai partecipanti di porre quesiti precisi, anche in relazione alle proprie esperienze professionali.

“Dalle relazioni presentate e dalla successiva discussione – commenta infine il Dott. Paolo Moscatti, Presidente ALPI – risultano chiari due punti: 1) Non esiste una polizza assicurativa che possa andare bene per tutti gli organismi e in tutte le situazioni, e quindi, si rende necessaria un’attenta valutazione dei rischi, con l’ausilio di un professionista competente; 2) Considerate le limitate competenze in materia assicurativa da parte soprattutto dei piccoli e medi organismi, ALPI potrebbe svolgere un ruolo di supporto andando a definire, in collaborazione con gli illustri relatori, delle linee guida da utilizzarsi quale orientamento alla definizione della corretta copertura assicurativa”.

Come ben noto, individuare la polizza migliore è un lavoro complesso che deve essere affidato a chi quotidianamente analizza il mondo del Testing – Inspection – Certification e i suoi sinistri e possiede un’ampia conoscenza del mercato assicurativo a livello globale che è in continua evoluzione.

Anche il lavoro quotidiano svolto da ALPI Associazione va in questa direzione: favorire un dialogo professionale del settore TIC con Enti istituzionali, Ministeri e Compagnie di Assicurazione in merito ai corretti contenuti da riportare nelle polizze.

Il fenomeno associativo, di confronto e di rappresentatività, è dunque il corretto contenitore entro il quale formulare e consolidare quegli scambi culturali, quelle formazioni di riferimento uniformi, in grado di produrre parametri oggettivi e attendibili.

ALPI Associazione da oltre trent’anni rappresenta e dà voce alle Organizzazioni che operano nel settore dell’attestazione della conformità: Laboratori di Prova e Taratura, Organismi di Certificazione e Ispezione in ambito volontario, Organismi Notificati e Abilitati in ambito cogente.

Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi alla Segreteria Organizzativa di ALPI Associazione

E-mail: info@alpiassociazione.it – Tel: 051 41 98 445 – Sede Operativa: Via Ferrarese, 3 – 40128 Bologna


Con il patrocinio di:

In collaborazione con:

Media Partner:

    

METROLOGIA LEGALE: Prorogato il periodo transitorio per gli organismi abilitati ad effettuare le verificazioni periodiche

Il Decreto-legge “Crescita” del 30/4/2019, n. 34, in vigore dall’1/5/2019 (pubblicato nella G.U. Serie Generale n. 100 del 30/04/2019), all’art. 42 – Controllo degli strumenti di misura in servizio e sulla vigilanza sugli strumenti di misura conformi alla normativa nazionale ed europea – dispone la riapertura del periodo transitorio di cui all’art. 18, co. 2 del D.M. 21/04/2017, n. 93, che si ricorda essere terminato il 18/3 u.s.

Di seguito il link al testo della norma nella Gazzetta Ufficiale:

https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2019-04-30&atto.codiceRedazionale=19G00043&elenco30giorni=false

Si evidenzia in particolare che il richiamato art. 42, al co. 1, dispone che tale periodo transitorio “è prorogato al 30 giugno 2020 per gli organismi abilitati ad effettuare verificazioni periodiche in conformità alle disposizioni abrogate dall’art. 17 (del DM 93/2017) che, alla data del 18 marzo 2019, dimostrino l’avvenuta accettazione formale dell’offerta economica di accreditamento”.

A tale riguardo, al fine di semplificare gli adempimenti conseguenti a tale disposizione, si informa che Unioncamere acquisirà formalmente dall’Organismo nazionale di accreditamento (Accredia) l’elenco nominativo dei soggetti in possesso del requisito prescritto al fine di dar evidenza nel Portale dedicato (www.metrologialegale.unioncamere.it) della possibilità per gli stessi di proseguire transitoriamente nell’esercizio delle attività di verificazione periodica fino al termine indicato dal provvedimento.

Si sottolinea quindi che ciascun soggetto in possesso dei requisiti previsti dall’art. 42, co. 1 del D-legge n. 34/2019, a decorrere dal 1° maggio 2019, può riprendere ex legge lo svolgimento delle attività di verificazione periodica interrotte il 18 marzo u.s., senza ulteriori adempimenti, limitatamente agli strumenti di misura per i quali è stato riconosciuto/autorizzato da Unioncamere e/o dalle Camere di commercio ai sensi della normativa previgente al D.M. 93/2017.

Si evidenzia altresì che all’art. 42, co. 2, il Decreto prevede la possibilità per i soggetti che hanno operato nella vigenza del periodo transitorio, ma che non hanno presentato entro il 18 marzo u.s. la domanda di accreditamento e/o accettato formalmente l’offerta economica all’istanza formulata ad Accredia, di maturare tale requisito entro il termine del 30 settembre 2019, al fine di poter proseguire ex lege le attività interrotte il 18 marzo u.s. fino al 30 giugno 2020.

Anche in questo caso, si comunica che Unioncamere acquisirà formalmente da Accredia l’elenco nominativo dei soggetti in possesso del requisito prescritto al comma 2, al fine di dar evidenza sul Portale dedicato della possibilità per gli stessi di proseguire transitoriamente nell’esercizio delle attività, limitatamente agli strumenti di misura per i quali è stato riconosciuto/autorizzato da Unioncamere e/o dalle Camere di commercio ai sensi della normativa previgente al D.M. 93/2017, a decorrere dalla data di accettazione dell’offerta economica e fino al 30 giugno 2020.

Si informa altresì che nei prossimi giorni verrà ripristinata la possibilità, per tutti i soggetti, di utilizzare le pratiche telematiche in ambiente WebTelemaco per le comunicazioni inviate ai sensi dell’art. 13, co. 1 del D.M. 93/2017.

Tutto ciò premesso tutti i soggetti di cui ai commi 1 e 2 che, prima del termine del 30 giugno 2020, matureranno l’insieme dei presupposti e requisiti previsti all’allegato I del D.M. 93/2017, potranno proseguire senza soluzione di continuità nell’esercizio delle attività di verificazione periodica seguendo le previsioni e secondo le modalità indicate dal Decreto stesso, ovvero previa presentazione ad Unioncamere di apposita SCIA ai sensi dell’art. 11 del D.M. 93/2017 e delle disposizioni attuative di cui al Regolamento Unioncamere, raggiungibile al seguente link:

http://www.unioncamere.gov.it/P42A3606C421S143/regolamento-unioncamere-d-m–93-2017.htm

Si sottolinea infine che il co. 3 del richiamato art. 42 prevede che “Le disposizioni di cui al comma 1, sono applicate fino al nuovo esercizio delle competenze regolamentari del Ministro dello Sviluppo economico, ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nella materia disciplinata dal citato decreto del Ministro dello sviluppo economico n. 93 del 2017”

Per ogni chiarimento al riguardo, si invita a contattare la competente Divisione VIII “Strumenti di misura e metalli preziosi” (metrologia legale), incardinata nella D.G. per il Mercato, la Concorrenza, il Consumatore, la Vigilanza e la Normativa Tecnica, del Ministero dello Sviluppo economico:

https://www.mise.gov.it/index.php/it/direzioni-generali

FONTE: UNIONCAMERE

G.U. Serie Generale n. 100 del 30:04:2019

RISK ANALYSIS E SOLUZIONI ASSICURATIVE: Un Convegno a Bologna per affrontare la gestione del rischio in ambito TIC

“Risk analysis e soluzioni assicurative – La gestione del rischio in ambito TIC”

Martedì 21 Maggio 2019 a Bologna

ALPI Associazione, con il patrocinio di Accredia, Confindustria Emilia e Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici, chiamerà a raccolta Laboratori ed Organismi di Certificazione da tutta Italia, per approfondire, assieme a giuristi, esperti assicurativi e risk managers, il tema del “rischio d’impresa” e delle possibili tutele nei casi di procedimenti legali, penali o risarcitori, che un’impresa del settore TIC (Testing – Inspection – Certification) può trovarsi a dover affrontare.

Come esaminato nel Convegno nazionale svoltosi a Roma, il 22 Novembre 2018, il “rischio zero” non esiste perché l’attività umana non può essere scevra di errori. Dal proprio Osservatorio, ALPI, nel confronto con i propri Associati del settore TIC, ha rilevato che non sono è solo il mercato o le leggi a regolare lo sviluppo di un’impresa, ma esistono molti fattori di rischio che minacciando l’attività e il patrimonio condizionano le scelte dell’imprenditore e lo inducono a selezionare specifici strumenti di tutela. Tra questi si collocano sia la prevenzione, attraverso un’adeguata mappatura del rischio, sia l’assicurazione, per finanziare le eventuali perdite economiche conseguenti ad un danno.

“La norma che prevede la presunzione di non colpevolezza agli effetti penali, ha un ruolo fondamentale per stabilire quali regole il legislatore può stabilire e quali l’interprete può creare in applicazione di quel principio che tutela chi è chiamato a rispondere di un reato” – afferma l’Avv. Gabriele Bordoni, tra i relatori dell’evento – “Come coniugare questo concetto con quello di danno causato da prodotti difettosi che pone a carico di produttore e fornitore la responsabilità su base presuntiva, prescindente dall’accertamento di una colpa?”

“Nella ricostruzione della filiera – continua Bordoni – si arriva così facilmente al Laboratorio che ha testato quel prodotto rivelatosi difettoso e dannoso, con estensione anche agli operatori tecnici delle stesse logiche punitive”.

La colpevolizza di un soggetto sulla base di una sorta di presunzione di inadeguatezza del suo operato tecnico è davvero compatibile con il principio costituzionale o rappresenta un suo stravolgimento di fatto, progressivamente tollerato, tuttavia, nell’ottica della protezione collettiva?

Tra i relatori specialisti sul tema, interverrà anche l’Avv. Silvia Stefanelli la quale, in riferimento all’art.1882 c.c. rimarca il fatto che, “il contratto di assicurazione è definito come l’accordo mediante il quale (…) l’assicuratore, verso il pagamento di un premio, si obbliga a rivalere l’assicurato, entro i limiti convenuti, del danno a esso prodotto da un sinistro, ovvero a pagare un capitale o una rendita al verificarsi di un evento attinente alla vita umana”.

In entrambe le tipologie di assicurazione ma, soprattutto nell’assicurazione contro i danni – l’elemento centrale è rappresentato dalla individuazione e delimitazione del rischio assicurato, ossia della astratta possibilità che l’evento dedotto in contratto si verifichi e, dunque, dia luogo all’obbligazione risarcitoria in capo all’assicuratore.

Quale elemento essenziale del contratto, il rischio deve, dunque, essere oggetto di attenta e puntuale determinazione, secondo criteri di ordine causale, spaziale e temporale. Come inquadrare con certezza le fattispecie di operatività (e azionabilità) della polizza assicurativa stessa?

“Quali rischi e quali polizze? E soprattutto, come verificare l’effettiva congruità delle garanzie di polizza?

Questa è la riflessione del Dott. Filippo Bonazzi, risk e insurance manager indipendente, che sottolinea la necessità di impostare un programma assicurativo aziendale coerente con le effettive necessità di tutela.

I rischi, infatti, sono numerosi, ma non sempre le soluzioni tecniche offerte dal mercato assicurativo garantiscono il pagamento integrale delle eventuali perdite economiche. Quindi, è indispensabile accertare preventivamente l’effettiva congruità delle garanzie di polizza da sottoscrivere attivandosi, se necessario, per negoziarne un miglioramento senza trascurare l’equilibrio dei costi.”

Si tratta dunque di quesiti e temi molto rilevanti, per i quali si rende necessario un approfondimento che faciliti scelte imprenditoriali più consapevoli nella gestione complessiva del rischio e, in particolare, nella definizione della politica assicurativa aziendale. Nel corso dell’evento, gli Operatori TIC possono confrontarsi con gli Operatori primari del mondo assicurativo e con il contributo di esperienza degli Studi Legali con cui ALPI ha attivato una convenzione.

“Le piccole realtà del settore sono quelle più esposte – commenta il Dott. Paolo Moscatti, Presidente ALPI – perché oltre alla necessità di soddisfare esigenze normate da Regolamentazioni e/o Leggi, hanno la necessità di valutare il rischio che il mercato chiede di affrontare per guardare con ottimismo il successo della propria Organizzazione”.

Il dibattito e confronto conclusivo con i relatori, consentirà ai partecipanti di porre quesiti precisi, anche in relazione alle proprie esperienze professionali.

Con questo approccio, il Convegno “Risk analysis e soluzioni assicurative – La gestione del rischio in ambito TIC”, che si svolgerà Martedì 21 Maggio 2019 a Bologna, dalle ore 9.30 alle ore 13.30, consentirà ai partecipanti di raccogliere e focalizzare soluzioni che permettano di rispondere alle proprie necessità, non cercando lo strumento ideale ma lo strumento più idoneo alla propria realtà.

– MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE:

La partecipazione è gratuita.

L’iscrizione può essere effettuata esclusivamente online al seguente link: CLICCA QUI E ISCRIVITI AL CONVEGNO

L’evento è valido ai fini della Formazione Professionale Continua per gli Iscritti all’Ordine degli Ingegneri e per gli iscritti al Collegio dei Periti industriali. L’evento è altresì valido ai fini della formazione individuale riconosciuta dall’Ordine dei Chimici e dei Fisici. L’iscrizione può essere effettuata online utilizzando il modulo sottostante.

Iscrizioni Ingegneri: https://formazione.ordingbo.it/ISFormazione-Bologna/ – crediti riconosciuti: 3

Iscrizioni Periti Industriali: https://www.albounicoperind.it – crediti riconosciuti: 4

– PER MAGGIORI INFORMAZIONI RIVOLGERSI A:

Segreteria Organizzativa ALPI Associazione – Tel: 051 4198445 – E-mail: info@alpiassociazione.it


Con il patrocinio di:

In collaborazione con:

Media Partner:

    

ALPI al fianco di A&T per INSTRUMENTATION VALLEY

Venerdì 12 Aprile 2019 a Milano, il Direttore generale di ALPI – Ing. Claudio Raponi, è intervenuto alla presentazione di Instrumentation Valley, la prima novità di A&T 2020, interamente dedicata al mondo delle prove e misure.

L’edizione 2020 della Fiera dedicata a Industria 4.0, Misure e Prove, Robotica, Tecnologie Innovative avrà un progetto interamente dedicato a Misure, Prove e Controlli.

In vista dell’appuntamento 2020, prende forma una nuova, proficua, collaborazione, tra ALPI e A&T, per far parlare i laboratori associati delle loro realtà, fare conoscere quello che è il livello di evoluzione e innovazione su cui stanno investendo nella loro attività. Acquistare uno strumento per fare delle prove può essere un piccolo investimento, altre volte può essere un investimento enorme, e quando si parla di investimenti di questa gamma deve essere riconosciuto.

“Quando si parla di Valley, venendo io da Bologna (Packaging Valley), si parla di cultura, storia, territorio ma anche innovazione e grande forza sul mercato. E come si fanno le macchine automatiche? Utilizzando misure e progettando, sviluppando e realizzando idee e diventando leader nel mondo. Passando oltre questa partentesi territoriale, vorrei un attimo spiegare in breve cos’è ALPI – Associazione dei Laboratori e Organismi di Certificazione e Ispezione, parliamo quindi di Soggetti che hanno come mission l’attestazione e la valutazione della conformità.

L’associazione è composta da quasi 100 associati, solo organizzazioni accreditate o per lo meno autorizzate dai Ministeri di competenza, che si occupano di valutare la conformità dei sistemi di qualità o dei prodotti agli standard di riferimento. I laboratori prova o i centri di taratura, accreditati da Accredia, sono quasi sempre la base strumentale attraverso cui si può arrivare alla certificazione della conformità.

Per il settore dei laboratori e dei centri di taratura, l’accreditamento è un requisito necessario e strategico, perché permette una armonizzazione tecnica di riferimento internazionale, che per il contesto di ‘Testing and Calibration’ che non è scontata, anzi è molto specialistica.

I contesti di collaborazione con A&T sono, oserei dire, in una fase di lancio, considerato il rapporto di stima e di amicizia storico.

Mi permetto di fornire un contributo concettuale a questo progetto con questa immagine: dichiarare la conformità a qualcosa, ad una specifica del committente ovvero ad uno standard di un ufficio tecnico o normativo significa assumersi una buona dose di responsabilità.

Quando dichiaro che una caratteristica che possiede le proprie particolarità ‘verificabili e/o misurabili’ è all’interno di uno standard o di un parametro di riferimento, sono nelle condizioni di poter dire che sto parlando di conformità. Tuttavia mi assumo la responsabilità di questa condizione dichiarata, quindi devo essere ben padrone di questa materia per evitare di venire poi chiamato in causa in caso di problemi sul prodotto dal mercato o dal committente.

I nostri laboratori, o meglio i laboratori associati ALPI (faccio fatica a definire ALPI un’azienda perché lo è come insieme di soggetti associati) vivono giorno per giorno questo livello di esigenza: essere in grado di dare un servizio di alta gamma, assumere la responsabilità di aver fatto bene il lavoro, poter dimostrare di aver fatto il massimo. I soggetti che si occupano di prove e taratura amano però essere con i piedi per terra, ed amano che una misura venga utilizzata correttamente nei limiti dei fini per cui tale misura è stata effettuata.

Molte volte uno dei temi che più da vicino coinvolge i laboratori è l’utilizzo di un report al di fuori di quella che era la ‘destinazione d’uso’ delle specifiche del committente o delle indicazioni di chi ha richiesto quel particolare tipo di report, all’interno del processo di valutazione della conformità.

Molte di queste casistiche ci vengono sottoposte dagli associati sotto innumerevoli sfaccettature, permettendoci quindi di costituire un ‘osservatorio’ molto ampio e ricco di esperienze reali.

Per un’associazione di rappresentanza è la necessità di assumersi la responsabilità di un processo di misura fatto correttamente, per poterne dichiarare la conformità.

Il processo di misura è un processo decisivo per tutti i laboratori, indipendentemente dalla difficoltà della grandezza che viene misurata. Spesso e volentieri mi sono divertito, nella mia precedente esperienza di auditor, a mettere a confronto le specifiche dell’ufficio tecnico con le specifiche della produzione. Che strumenti, che tolleranze, che valori vengono richiesti? Generalmente l’ufficio tecnico si pone ad alto livello, mentre la produzione, che è sul campo, deve affrontare i problemi operativi e risolverli.

Spesso tutto si risolve facendo parlare tra di loro le due parti: l’ufficio tecnico deve imparare (e qui si sposa benissimo con il progetto A&T) come trasmettere le specifiche alla parte produttiva, sia essa interna sia essa parte del mondo della fornitura, così come la parte produttiva deve chiedersi perché l’ufficio tecnico ha ricercato determinati parametri.  

Mi permetto di rilanciare anche un altro aspetto: la collaborazione nel progetto dell’amico Luciano Malgaroli, è favorire il contatto reale nel testing, fortemente caldeggiato in tutti gli eventi.  

Concludendo, come può contribuire l’Associazione ALPI a INSTRUMENTATION VALLEY? Porteremo sicuramente il feedback ‘dal campo’, faremo parlare i laboratori associati ALPI delle loro realtà, non a scopo di marketing ma per fare conoscere quello che è il livello di evoluzione e innovazione su cui stanno investendo la loro attività.  Acquistare uno strumento per fare delle prove può essere un piccolo investimento, altre volte può essere un investimento enorme, con un impegno dell’organizzazione almeno per i successivi 15 anni, e quando si parla di investimenti di questa gamma deve essere riconosciuto. Industria 4.0 è stato un importante supporto in questo caso, ma mi piace pensare anche ad un futuro ‘oltre’, ciò che facciamo oggi è già avvenuto, se guardiamo quello che faremo domani è troppo vicino, se guardiamo quello che possiamo fare in un futuro è una sfida importante!

Uno dei fattori su cui la politica di ALPI è concentrata, è la volontà di costruire un network di competenze. Non occorre essere specialisti di tutto, ognuno deve essere specialista del settore in cui opera. Ma occorre aprire le menti e creare le condizioni perché ci si possa parlare, si progettino le condizioni perché si realizzino le collaborazioni.

L’Italia, dai nostri dati, è ricca di laboratori ad alta frammentazione, che hanno una numerosità di dipendenti media dai 15 ai 18 addetti e un livello di investimento altissimo; ma se parliamo di quanti laboratori sanno lavorare insieme il numero è decisamente basso.

Il pregiato obiettivo di una manifestazione come A&T o della rivista Tutto_Misure è cercare di sfondare le ‘saracinesche mentali’ e trasmettere il messaggio che sappiamo e possiamo collaborare senza la paura di rubarci il know-how.

Credo che siamo capaci di confrontarci, tanto più che possiamo collaborare insieme in un progetto. A&T e la sua organizzazione ‘frizzante’, se si attiverà e porterà avanti questi temi, troverà ALPI sicuramente al suo fianco.”

Per maggiori informazioni: A&T presenta INSTRUMENTATION VALLEY

Gli Atti del XXXIII Convegno dei Centri di Taratura Accreditati

Sono state pubblicate le relazioni presentate in occasione del XXXIII Convegno dei Centri di Taratura Accreditati, svoltosi il 2 aprile 2019 a Milano presso il Politecnico di Milano.

PROGRAMMA

Indirizzi di saluto
Alessandra Beretta – Delegata Rettore Politecnico di Milano
Diederik Sybolt Wiersma – Presidente INRiM
Giuseppe Rossi – Presidente Accredia

“La costante evoluzione del Sistema Internazionale: dalla sua nascita all’introduzione, al nuovo SI”
Marco Pisani – Ricercatore INRiM

“Le unità elettriche nel nuovo Sistema Internazionale delle Misure”
Luca Callegaro – Ricercatore INRiM

“I primi 10 anni di vita di Accredia e del Dipartimento Laboratori di taratura”
Filippo Trifiletti – Direttore Generale Accredia

“Esiti della visita EA e attività del Dipartimento nel 2018”
Rosalba Mugno – Direttore Dipartimento Laboratori di taratura Accredia

“Stato delle transizioni degli accreditamenti alle nuove norme ISO/IEC 17011, 17025 e 17034“
Rosalba Mugno – Direttore Dipartimento Laboratori di taratura Accredia

“Aggiornamento della documentazione e modulistica del Dipartimento Laboratori di taratura”
Federico Marengo – Funzionario Tecnico Dipartimento Laboratori di taratura Accredia

Le relazioni sono disponibili nella sezione Pubblicazioni del sito www.accredia.it al seguente link: Atti del XXXIII Convegno dei Centri di Taratura Accreditati

MISE: Chiarimenti sulla presentazione delle istanze di autorizzazione degli Organismi Notificati

Con la comunicazione del 04/04/2019, la Divisione XIV – Organismi notificati e sistemi di accreditamento – del Ministero dello sviluppo economico fornisce chiarimenti circa le modalità di presentazione delle istanze di autorizzazione e notifica su NANDO per gli Organismi di valutazione della conformità dei prodotti:

– L’istanza di autorizzazione deve pervenire a mezzo PEC all’indirizzo dgmccvnt.div14@pec.mise.gov.it, corredata da una marca da bollo da € 16,00 e allegando il versamento delle tariffa dovuta. Il Decreto Ministeriale del 19 ottobre 2016 (Allegato 1) stabilisce che l’importo dovuto per il rilascio dell’autorizzazione/rinnovo/estensione/aggiornamento e per la relativa notifica sul sistema informativo europeo NANDO è di € 270,20.

– La documentazione da allegare all’istanza di autorizzazione e notifica è quella indicata nella Direttiva del Ministro Calenda del 13 Dicembre 2017 (Allegato 2) “Presentazione e documentazione relative alle istanze di autorizzazione e notifica degli Organismi di valutazione della conformità con riferimento alla normativa europea di prodotto di competenza esclusiva o primaria del Ministero dello sviluppo economico (MISE)”.

– Occorre altresì completare l’istanza di autorizzazione con la “Dichiarazione Sostitutiva dell’iscrizione alla C.C.I.A.A.” sulla compagine societaria e la “Dichiarazione Sostitutiva della comunicazione antimafia” per ogni soggetto di cui all’art. 85 del D.lgsl. 159/2011.

– È infine necessario allegare all’istanza di autorizzazione la copia del contratto di assicurazione di responsabilità civile verso terzi, che deve contemplare tutti gli elementi definiti dal Decreto Ministeriale del 21 Maggio 2018 (Allegato 3), ovvero: il massimale di copertura non inferiore a € 2.500.000,00 per anno e per sinistro, il riferimento esplicito all’attività di valutazione della conformità, l’indicazione del periodo di copertura del rischio anche per i tre anni successivi alla cessazione della polizza, la copertura assicurativa nel territorio degli Stati entro i quali è consentita la libera circolazione dei prodotti conformi alla/e direttiva/e.

Per maggiori approfondimenti segnaliamo che i suddetti decreti sono disponibili in allegato e sono consultabili direttamente sul sito istituzionale del Ministero dello sviluppo economico: www.mise.gov.it.

Comunicazione AOO_PIT.REGISTRO UFFICIALE.2019.0077139

ALL. 1 – decreto_ministeriale_19_ottobre_2016_tariffe_mise_accredia

ALL. 2 – direttiva_ministro_12_dicembre_2017_organismi_certificazione

ALL. 3 – decreto_ministeriale_21_maggio_2018_contratti_assicurazione_organismi_notificati