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Appalti pubblici – La scelta del criterio del “prezzo più basso”: condizioni e limiti

La scelta del criterio del “prezzo più basso”: condizioni e limiti applicativi alla luce della recente giurisprudenza amministrativa è il titolo dell’interessante articolo pubblicato dall’avv. Fabio Caruso, collaboratore dello Studio Legale Stefanelli&Stefanelli nel settore del diritto amministrativo e societario.

La disciplina dei criteri di scelta del contraente riveste da sempre un’importanza fondamentale nella materia degli affidamenti pubblici, avendo quale finalità principale quella di individuare, tra le varie offerte formulate dai partecipanti ad una procedura di gara, quella maggiormente rispondente alle esigenze della S.A., in ossequio ai principi di trasparenza, efficienza ed economicità dell’azione amministrativa.

Il diritto comunitario ha da sempre privilegiato due soli sistemi di selezione delle offerte, ovvero il criterio del prezzo più basso e quello dell’offerta economicamente più vantaggiosa, che debbono essere ritenuti criteri tassativi ed esclusivi (salvo che nei casi di deroga espressamente previsti per legge).

Nella stesura del vecchio codice e, precisamente all’art. 81 del D.Lgs. 163/2006, tali criteri venivano sostanzialmente ritenuti equivalenti, per cui la loro scelta veniva rimessa al discrezionale apprezzamento della S.A. in ragione delle caratteristiche del singolo appalto.

In linea generale, il criterio del prezzo più basso doveva ritenersi “adeguato” nel caso in cui l’oggetto del contratto non fosse caratterizzato da un particolare valore tecnologico, mentre doveva trovare applicazione quello dell’OEPV, quando le caratteristiche oggettive dell’appalto inducevano a ritenere rilevanti uno o più aspetti qualitativi (tra cui ad esempio l’impiego di manodopera specializzata).

Al contrario con il nuovo art. 95 comma 2° D.Lgs. 50/2016 – in accordo con le direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE – il legislatore italiano ha deciso di voler assegnare una netta preferenza al criterio di selezione basato sull’OEPV, riducendo il prezzo più basso a criterio residuale e relegandone l’applicazione a specifiche fattispecie tipizzate, dietro un rigoroso obbligo di motivazione. (…)

Continua a leggere la versione integrale dell’articolo disponibile al seguente link: Studio Legale Stefanelli&Stefanelli

CONTRATTI ASSOCIATIVI NEGLI APPALTI PUBBLICI

Lo Studio Legale Stefanelli&Stefanelli, in collaborazione con professionisti esperti in materia di procurement, propone un ciclo di seminari formativi sui principali contratti tra imprese relativi alla partecipazione e all’esecuzione degli appalti pubblici.

Obiettivi: focalizzare l’attenzione sui contratti per la costituzione di raggruppamenti temporanei di imprese, di reti di impresa e di consorzi, nonché per la redazione di un contratto di avvalimento di requisiti e per il subappalto.

5 seminari formativi con cadenza settimanale dal 19 ottobre al 23 novembre.

Sede: Bologna

Orario: dalle 14.30 alle 17.30

  • 19 Ottobre, I contratti per costituire raggruppamenti temporanei di imprese
    Avv. Andrea Stefanelli – Avv. Adriano Colomban
  • 26 Ottobre I contratti per costituire reti di imprese
    Avv. Nicoletta Grassi – Avv. Eleonora Lenzi
  • 9 Novembre I contratti per costituire consorzi
    Avv. Francesco Ferrari
  • 16 Novembre Il contratto di avvalimento
    Avv. Francesca Penzo – Dott. Alberto Barbiero
  • 23 Novembre Il contratto di subappalto
    Dott. Alberto Barbiero – Avv. Andrea Stefanelli

Scarica il programma completo:

Programma CONTRATTI ASSOCIATIVI NEGLI APPALTI

Appalti Pubblici: semplificazione ed equità nella riforma Ue

Approvazione del Coreper al testo che ha già ottenuto l’accordo informale fra Consiglio e Parlamento Europeo e si avvia a sostituire la precedente normativa del 2004. (agg. 18 luglio 2013)

La riforma della politica degli appalti pubblici aveva raggiunto lo scorso giugno un accordo tra la Presidenza del Consiglio e i rappresentanti del Parlamento europeo.
Giunta ora anche l’approvazione della Commissione dei Rappresentanti Permanenti (Coreper) e nei prossimi mesi si attende l’adozione formale del testo.

La riforma apporterà miglioramenti a una serie di aree relative all’approvigionamento di beni, opere e servizi, in un’ottica di semplificazione delle procedure, rese più flessibili rispetto all’attuale regime, risalente al 2004.

Pietra angolare di questo indirizzo sarà la promozione degli approvvigionamenti elettronici.

Le nuove regole cercheranno inoltre di assicurare l’inclusione di obiettivi socialmente condivisi nel processo di approvvigionamento stesso, quali la protezione ambientale e l’innovazione, così come la battaglia ai cambiamenti climatici e l’occupazione.

Altro intento del pacchetto legislativo sarà quello di sviluppare misure concrete al fine di rimuovere le barriere d’ingresso al mercato per le piccole medie imprese, riducendo ad esempio i requisiti richiesti per la partecipazione.

Non da ultimo, il nuovo regime si occuperà maggiormente di prevenire, identificare e rimediare a conflitti di interesse insorgenti dalla direzione delle procedure d’appalto.

Le nuove direttive contengono per gli Stati membri obblighi di monitoraggio e rapporto sull’attività degli appalti pubblici, così da incrementare l’efficacia e l’applicazione uniforme della legislazione europea nel settore.

Fonte: http://www.europarlamento24.eu/01NET/HP/0,1254,72_ART_3574,00.html